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La scia di un aereo percorre pigramente il cielo quando mi sveglio. Richiudo gli occhi, il sole mi acceca. Sollevo una mano verso il mio volto, mi tasto lentamente la fronte, scendo verso le guance e scopro di avere ancora addosso gli occhiali da lettura. Li tolgo, cerco a tentoni qualche posto per appoggiarli. Vero, sono fuori. Lì appoggio per terra, mi dovrò ricordare di non calpestarli quando mi alzerò. Rifletto: mi alzo o non mi alzo? Chissà che ore sono… Sarà tardi se ho dormito. Decido di alzarmi. Apro gli occhi – è tutto blu, sbatto due volte le palpebre – e mi metto seduto. Il libro che stavo leggendo cade dal mio petto alle mie gambe piegate. Le pagine scorrono, chissà dov'ero arrivato, penso, pazienza ricomincerò, tanto non mi ricordo nulla.Ora che i miei occhi si sono abituati alla luce riguardo il cielo, il sole mi dice che sono le sei. E mezza, forse. Ma fa ancora caldo. La nuvola sopra di me ha la forma della coda di una balena. O di un aereo. No, decisamente una…

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